Chiudo gli occhi e abbasso le palpebre per fermare il bruciore. Nessuno ha detto niente sul fatto che è normale se con l’età gli occhi s’inumidiscono. Se le lacrime sembrano trovare una ragion d’essere in quasi tutti i ricordi.
Non aveva ancora imparato, a quasi quarant'anni, che per quanto si trucchino le parole in pubblico, la voce, gli occhi dicono ciò che tacciamo? Non erano proprio quelle recite mal riuscite a rendere visibile agli altri la forza compressa del desiderio?
Non è permesso chiudere gli occhi. Tanto, non serve a migliorare nulla. Non è che chiudendo gli occhi si spenga qualcosa. Anzi, se lo fai, quando li riaprirai nel frattempo le cose saranno decisamente peggiorate. Questo è il mondo in cui viviamo, Nakata. Devi tenere gli occhi bene aperti. Chiudere gli occhi è da rammolliti. Evitare di guardare in faccia la realtà è da codardi. Mentre tu tieni gli occhi chiusi e ti tappi le orecchie, il tempo avanza. Tic-toc-tic-toc.
Ma sono comunque gli occhi che continuiamo a guardare, no? È negli occhi che abbiamo incontrato l’altro ed è lì che ancora lo troviamo. Gli stessi occhi nella stessa faccia di quando ci siamo conosciuti […]. Gli stessi di quando ci siamo separati.
Basta guardare qualcuno negli occhi, a volte, per conoscere la sua anima e misurarne altezza, larghezza e profondità nel giro di un'ora. Allo stesso modo, se quella persona non volesse o se non avessi tu stesso la capacità di guardarla in quel modo, non ti basterebbe una vita per capire davvero la sua anima.
Quando mi sveglio penso sempre proprio questo. Potevo essere tante cose che non saranno, perché non ho avuto il coraggio di provarci. Allora apro - o chiudo - gli occhi, mi alzo e vado incontro alla mia giornata.
Li aveva incontrati, forse lo avevano respinto per paura, forse li aveva respinti lui per paura, era il tempo del si-salvi-chi-può, ruba tu prima che derubino te, picchia tu prima che picchino te, il tuo peggior nemico, come insegna la legge dei ciechi, è sempre quello cui sei più vicino, Ma non è solo quando non abbiamo occhi che non sappiamo dove andiamo, pensò.
Ascoltare è davvero pericoloso – pensai - significa sapere, significa essere informato ed essere al corrente, le orecchie sono prive di palpebre che possano chiudersi istintivamente di fronte a ciò che viene pronunciato, non si possono proteggere da ciò che si presume stia per essere ascoltato, è sempre troppo tardi.