domenica 17 maggio 2026

Tristezza

Negl'istanti di massima gioia veniva sempre preso da una certa tristezza, senza sapere nemmeno lui perché.

Fëdor Dostoevskij - L'idiota


Ph Dennis Hopper
(Paul Newman)

sabato 16 maggio 2026

Paura

Quando hai paura di qualcuno, lo odi, ma non puoi fare a meno di pensarci. Ti illudi che da lui non hai niente da temere, ma poi, quando lo vedi di nuovo... è come l'asma, ti soffoca.

William Golding - Il signore delle mosche


Ph Noémia Prada

venerdì 15 maggio 2026

Destino

il destino, non lo si ripeterà mai abbastanza, è uno scrigno come altri non ne esistono, aperto e contemporaneamente chiuso, si guarda dentro e si può vedere quanto è successo, la vita passata, destino ormai compiuto, ma di quanto dovrà accadere non si ottiene niente, solo qualche presentimento, qualche intuizione...

José Saramago – Il vangelo secondo Gesù Cristo


Ph Marcus Schaefer

giovedì 14 maggio 2026

Ti abitui

…perché ti abitui a non amare, ti abitui pure a non essere amato, e dimentichi che senza amore c’è ben poca vita, che senza amore si diventa pietra, inanimati.

Lorenzo Marone – La vita a volte capita


Ph Hervé Guibert

mercoledì 13 maggio 2026

Lacrime

Chiudo gli occhi e abbasso le palpebre per fermare il bruciore. Nessuno ha detto niente sul fatto che è normale se con l’età gli occhi s’inumidiscono. Se le lacrime sembrano trovare una ragion d’essere in quasi tutti i ricordi.

Lisa Ridzén - Quando le gru volano a sud


Ph Noémia Prada

martedì 12 maggio 2026

Passo

Non preoccuparti di dove ti porterà la strada. Concentrati invece sul primo passo. È questa la parte più difficile, e in questo consiste la tua responsabilità. Una volta fatto quel passo, lascia che tutto vada dove deve andare, il resto verrà da sé. Non seguire la corrente. Sii tu la corrente. (Shams)

Elif Shafak - Le quaranta porte


Ph Marvin E. Newman

lunedì 11 maggio 2026

Piacere

Il piacere profondo, ineffabile, che è camminare in questi campi deserti e spazzati dal vento, risalire un pendio difficile e guardare dall’alto il paesaggio nero, scorticato, togliersi la camicia per sentire direttamente sulla pelle l’agitarsi furioso dell’aria, e poi capire che non si può fare nient’altro, l’erba secca, rasente al suolo, freme, le nuvole sfiorano per un attimo le cime dei monti e si allontanano verso il mare, e lo spirito entra in una specie di trance, cresce, si dilata, manca poco che scoppi di felicità. Che altro resta, allora, se non piangere?

José Saramago - Quaderni di Lanzarote


Ph Nézir Muhadri