E, infine, non preoccupatevi se non siete perfettamente quello che vorreste essere, perché la parola perfetto significa in realtà concluso, chiuso, finito. Non preoccupatevi, quindi, se non vi sentite perfetti: perché se non siete perfetti significa, semplicemente, che non siete finiti. Se non siete perfetti significa che siete ancora vivi.
C’è una soglia oltre la quale, in ogni situazione, non si può tornare indietro. L’istinto di conservazione e la predisposizione alla stabilità fanno in modo che ci si avvicini a essa senza superarla. Ma se insisti a camminare sull’orlo di un burrone, prima o poi un soffio di vento ti ci fa cadere dentro.
Gli avevo chiesto come andava, che è una domanda che non mi piace moltissimo sentirmi fare, e che cerco di non fare, ma ci son dei momenti che, per l’imbarazzo, ti sembra che qualsiasi cosa vada bene.
Ci sono parole che hanno il potere di cambiare il mondo, capaci di consolarci e di asciugare le nostre lacrime. Parole che sono palle di fucile, come altre sono note di violino. Ci sono parole che possono sciogliere il ghiaccio che ci stringe il cuore, e poi si possono anche inviare in aiuto come squadre di soccorso quando i giorni sono avversi e noi forse non siamo né vivi né morti. Ma le parole da sole non bastano e finiamo a perderci nelle lande desolate della vita se non abbiamo nient’altro che una penna cui aggrapparci.
[…] quando succede che una persona scelga davvero qualcosa? Dimmelo tu. Ci ho pensato un momento. Ha proseguito: – A volte mi convinco che possa succedere del tutto occasionalmente. Per il resto del tempo andiamo dietro a qualcosa, non sappiamo nemmeno a cosa di preciso ma ci andiamo dietro lo stesso.