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sabato 6 giugno 2020

Il tuo viso

"Agnes" disse Paul, e la sua voce era improvvisamente seria. "Il tuo viso non somiglia a nessun'altro".
Agnes non colse il tono serio della voce di Paul e sorrise.
"Non sorridere. Lo penso seriamente. Quando ami qualcuno, ami il suo viso, che diventa così completamente diverso da tutti gli altri".
"Sì, tu mi conosci per il mio viso, tu mi conosci come viso e non mi hai mai conosciuto diversamente. Non poteva neanche sfiorarti l'idea che io non sono il mio viso".
Paul rispose con la paziente premura del vecchio medico: "Come sarebbe, non sei il tuo viso? Chi c'è dietro al tuo viso?"
"Immagina di vivere in un mondo dove non ci sono specchi. Il tuo viso lo sogneresti e lo immagineresti come un riflesso esterno di quello che hai dentro di te. E poi, a quarant'anni, qualcuno per la prima volta in vita tua ti presenta uno specchio. Immagina lo sgomento! Vedresti un viso del tutto estraneo. E sapresti con chiarezza quello che ora non riesci a comprendere: tu non sei il tuo viso".

Milan Kundera - L'immortalità


Ph Marcel Hartmann

venerdì 20 marzo 2020

Cosa strana

Perché succede questa cosa strana, che se una persona non la vedi per un po' di tempo, più la ami e più ti dimentichi com'è fatta. Ti scordi proprio il viso, l'aspetto. È strano, ma è così. Forse perché quando ci pensi ti vengono in mente tante altre cose sue: la voce, quello che dice e come lo dice, il profumo e il modo di camminare, e invece la faccia te la dimentichi.

Chi manda le onde - Fabio Genovesi

Ph Saul Leiter 

lunedì 9 dicembre 2019

Il suo viso

Mentre prima per ricordarla mi bastavano cinque secondi, i cinque secondi sono diventati dieci, poi trenta, poi un minuto. Il tempo si è allungato pian piano, come le ombre al tramonto. E mi chiedo se di questo passo alla fine il suo viso non sarà inghiottito dall'oscurità.

Haruki Murakami - Norwegian wood, 
Tokyo blues



Ph Jack Davison

domenica 10 marzo 2019

era un viso

“[...] era un viso indimenticabile, un viso tragico. Sgorgava dolore con la stessa purezza, naturalezza e inarrestabilità con cui sgorga l'acqua da una sorgente nei boschi. Non c'era artificio in esso, né ipocrisia, né isterismo, né maschera; soprattutto non c'era la minima traccia di pazzia. La pazzia era nel mare vuoto, nel vuoto orizzonte, [...]; come se la sorgente fosse stata naturale in sé ma innaturale in quanto sgorgava da un deserto.”

John Fowels - La donna del tenente francese

Ph Peter Lindbergh