All'improvviso mi sembra che una delle differenze tra la gioventù e la vecchiaia potrebbe essere questa: da giovani, ci inventiamo un futuro diverso per noi stessi; da vecchi, un passato diverso per gli altri.
La vita intera sembra una bugia, quando si è giovani. Ciò che succede agli altri, le catastrofi, le calamità, i crimini, tutto ci appare lontano, come se non esistesse. Anche ciò che capita a noi ci appare lontano, una volta passato. C’è chi resta così per tutta la vita, eternamente giovane, una disgrazia. Si racconta, si parla, si dice, le parole non costano niente e a volte sgorgano a fiotti, senza restrizioni. Ed escono in ogni occasione, quando siamo ubriachi, quando siamo furiosi, quando siamo depressi, quando siamo stufi, quando siamo esaltati, quando ci sentiamo innamorati, quando dirle è sconveniente o non possiamo misurarle. Quando facciamo del male.
Da giovani si ha la voglia e l’energia per credere di poter cambiare il mondo. Alla fine è lui che cambia te. Non dico che non si possa riuscire, ma forse bisogna comprendere che se lo si cambia si fa un pezzettino alla volta.