domenica 7 agosto 2016

Inviti superflui

Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre delle città, le avventure, i vagheggiati romanzi. E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola. Ma tu - adesso mi ricordo - mai mi dicesti cose insensate, stupide e care.
Inviti superflui - Dino Buzzati

Ph Robert Doisneau 

sabato 6 agosto 2016

Gioie e dolori ....

Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo svanisca con le nuvole, ed è la mia perenne consapevolezza del passato che causa a volte il mio dolore. Ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore, non scambierei i dolori del mio cuore con le gioie del mondo intero.
(Kahlil Gibran)
Ph Ilaria Trapani

venerdì 5 agosto 2016

Si sbaglia ....

"Si sbaglia sempre. Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia. Si sbaglia per imparare. Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perché non si è perfetti"
Bob Marley

Ph Yale Joel 

giovedì 4 agosto 2016

... i tuoi sentimenti più autentici

Quante emozioni, quanta energia dedicavi a quella persona! Non erano parole scritte di fretta su una tastiera con correzione automatica, inviate d'impulso pensando "o la va o la spacca e se non risponde chissenefrega". Ci mettevi la tua voce, la tua faccia, i tuoi sentimenti più autentici. Le telefonavi a casa, facendo prima un lungo respiro per prendere coraggio. L'aspettavi per strada guardandoti intorno ansiosamente, scommettendo con te stesso da quale direzione sarebbe sbucata. E quando infine vi incontravate, eravate voi due e nessun altro, occhi negli occhi. Vi parlavate e potevate toccarvi, odorarvi, conoscervi per ciò che eravate realmente. La tecnologia non aveva ancora tentato di rendere asettici i nostri sentimenti, "a portata di clic". Se aspettavi una chiamata importante, non potevi fare altro che stare accanto al telefono, in attesa che suonasse. 
Sei la mia vita - Ferzan Ozpetek 

Ph Robert Doisneau 

mercoledì 3 agosto 2016

[...] allora penso all'amore.

[...] allora penso all'amore. Perché è l'amore che ci salva, l'amore che cambia tutto, l'amore che rende possibile l'impossibile, bello il brutto, accettabile l'inaccettabile. Anche se ti toglie il sonno, ti accorcia il respiro, ti invade ogni pensiero, senza darti requie. Anche se ti ferisce lasciandoti un segno indelebile. Anche se ti consuma in una passione non corrisposta, che non riesci, non vuoi combattere, ma alla quale ti abbandoni con tutto te stesso, assaporandone ogni lacrime. Sì, persino soffrire è meglio che sopportare una gelida esistenza. Perché quando ami, vivi, e ne vale sempre la pena. [...] Perché l'amore non ubbidisce ad alcuna logica umana. 
Sei la mia vita - Ferzan Ozpetek 


Ph Vadim Stein 

martedì 2 agosto 2016

La foresta ... come la vita

Guardo radure illuminate dal sole succedersi alle grandi macchie verde scuro della vegetazione fitta, lecceti e querceti secolari, adagiati sulle colline intorno a noi, e non posso fare a meno di pensare che anche la vita è così. Un succedersi di momenti felici che irradiano calore, incontri fortunati, eventi dagli sviluppi comici irresistibili. Che, poi, quando meno te l'aspetti, vengono interrotti da cupe zone d'ombra. La luce scompare e tu ti ritrovi a vagare senza sapere più chi sei, da dove vieni e dove stai andando: ogni ostacolo ti sembra insormontabile, qualsiasi strada imbocchi porta con sé l'incognita di finire in un vicolo cieco. [...]  quel tuo meraviglioso sorriso che evoca in me il ricordo dei nostri anni spensierati, mi costringe a crederci ancora, a non arrendermi, nonostante tutto. A essere ancora certo che, anche attraverso la foresta più intricata, possono penetrare i raggi del sole.
Ferzan Ozpetek - Sei la mia vita 


Ph Ilaria Trapani 

lunedì 1 agosto 2016

Ricordi d'estate ...

Durante l'estate vengono alla memoria tutti i ricordi legati alle proprie estati. Durante l'estate succedono sempre cose che rimangono impresse per sempre. Sto leggendo un libro di Ozpetek e c'è un tratto in cui racconta di trovarsi in macchina attraversando un paesaggio simile a quello in cui ci ritrovammo allora, e subito ho pensato alla nostra avventura. 

Ph Fabio Volpe 

Un giorno d'estate di circa trent'anni fa o più, un mio amico mi disse: vieni con noi? serve un posto in macchina per Alessandro per poter accompagnare al mare i miei cugini al campeggio a Vieste, andiamo un po' in spiaggia e poi torniamo a casa. Andiamo con Giuseppe, Isa e Alessandro lo lasciamo lì. 
"Mamma, io vado al mare". "Con chi vai e dove?" "Con il figlio del farmacista, qui vicino, a Mattinata". Grande balla! 
Come al solito, quando parte una carovana di macchina si fa sempre tardi. Chi arriva tardi, chi ha dimenticato qualcosa, chi il padre gli ha lasciato la macchina tardi, insomma dovevamo partire alle due, alla fine siamo riusciti ad andar via alle tre e mezza. A quei tempi per arrivare a Vieste ci volevano almeno due ore, una strada sulla costa del Gargano piena di curve. Avevo capito che al mare non ci saremmo mai andati. Arriviamo al campeggio, i soliti problemi, scarichiamo i bagagli, la tenda, i problemi burocratici per la registrazione, insomma si erano le fatte le 7. Era da Pugno Chiuso che il mio amico diceva: "Ragà, dobbiamo fare benzina, ne ho poca".
 "Appena lasciamo i ragazzi andiamo al benzinaio e la facciamo". 
Pronti a ripartire per tornare indietro. Benzinai aperti neanche l'ombra. Al mio amico viene la brillante idea di dire "Ma se tagliamo dalla Foresta Umbra? dovrebbe essere meno strada". Proviamo. Insomma, era diventato buio, in mezzo alla Foresta Umbra (chi la conosce sa bene che è un po' tetro, insomma incute paura). Abbiamo attraversato quel bosco buio, in cui si raccontava si nascondessero i briganti, quasi a passo d'uomo, spegnendo la macchina in discesa per evitare di utilizzare benzina. Di qui le discussioni: "no, non spegnere, sprechi più benzina per riaccendere", "No devi spegnere, ci serve così quel poco di benzina che rimane". Insomma, se il viaggio di andata era stato pieno di canti e risate, durante il ritorno nessuno parlava per l'ansia di doversi trovare in mezzo alla foresta a piedi su una strada dove non passava nessuno e dove avremmo potuto fare brutti incontri. Ricordo ancora la tensione e l'ansia ce si tagliava con il coltello. Oltretutto si aggiungeva l'ansia di quel che avremmo dovuto raccontare al nostro ritorno alle nostre famiglie. Allora non c'erano i cellulari. Se sparivi, sparivi davvero. Riusciamo ad arrivare al nostro paese, non so come, e non so perché (forse il Santo ha messo una mano sulle nostre teste), intorno alle dieci di sera. I miei erano furibondi, come mi aspettavo. Durante tutto il percorso sono stata a pensare alla bugia più plausibile, che condivisi con Isa, io l'avrei detta ai miei e lei ai suoi. Entro in casa con la testa bassa. Sfuriata dei miei e io: "Siamo rimasti a cena a Mattinata dai genitori di Isa". "Ma non potevi chiamare?" "Dove hanno la casa non c'erano cabine telefoniche". "E dove abitano?" Ecco, pensai, e ora che dico? dov'è 'sta casa?, "Ma sai quella strada che sale e lì da quelle parti". Quale strada fosse non l'avevano capito, come non avevo io stessa la minima idea di quale strada stessi parlando. 
Finale dei finali, io ero a digiuno, loro mi avevano lasciato apparecchiato con la cena. Ma non potevo di certo mangiare, io avrei dovuto cenare a casa dei genitori di Isa! Con la scusa di sparecchiare, rubai di nascosto dei biscotti per placare la fame, e mi chiusi in stanza. Naturalmente non mi lasciarono uscire, anzi non osai neanche accennare il fatto che sarei voluta uscire. Penso che sia stata l'unica volta in cui in estate, ad agosto, non sia uscita la sera ...... 
Ora ricordando quella sera mi viene quasi da sorridere, ma in realtà eravamo quasi terrorizzati dall'ambiente lugubre della foresta che ci circondava .....