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lunedì 6 febbraio 2017

Absit iniuria verbis

E quando stavamo arrivando alla stazione che c'era scritta sul bigliettino, io avevo sentito gli atomi diventare più pesanti e avevo alzato la testa dal libro e all'entrata del vagone c'era la regione dell'Asia minore che però quella volta lì non si era fermata sulla porta si era venuta a sedere di fianco a me.
E io l'avevo guardata e le avevo detto "Mi perdoni?"
E lei mi aveva guardato e mi aveva detto "Absit iniuria verbis".
E io, a sentir la sua voce che diceva "Absit iniuria verbis", son scoppiato a piangere, perché sono un coglione.
E questo era il decimo treno.

Paolo Nori - Undici treni


Jack Vettriano

lunedì 14 dicembre 2015

Mi perdoni?

[...]
Nei miei pensieri vivi ancora.
Sei la paura che taglia la pietra dentro me.
Sei la vita che spera in me.
Sei la morte che temo.
Mi sei capitata e io ti ho privata delle mie parole. Del mio dolore. Dei miei ricordi.
Il tuo posto dentro di me e tutto il nostro tempo.
Ho perso la nostra stella.
Mi perdoni?

(Nina George - Una piccola libreria a Parigi)

 Ph Rodney Smith