A volte capita di avere il pieno controllo dei nostri giorni e di sentire il tempo come un compagno di viaggio. Siamo portati a credere che la sorte ci abbia riservato un posto in prima fila. Spavaldi, diamo un po’ tutto per scontato e, ingenuamente, aspettiamo che arrivi la prossima fermata, la nostra, quella che avevamo programmato. Altre volte, invece, siamo fermi senza una prospettiva, senza speranze, indecisi, come se il tempo ci avesse mollato alla prima fermata e scaricato lì come una vecchia valigia. Aspettiamo che il fato ci liberi, ci riscatti. Siamo convinti che una spinta, per noi, potrebbe fare la differenza. Più di rado, però, succede che l’impulso a cambiare giunga dal nostro intelletto, un impulso ribelle, senza pregiudizi, incurante del treno che ci trasporta oppure di quello che attendiamo alla stazione. Per un fuggevole istante, allora, scopriamo che il destino è come una zavorra. Quello è il momento in cui tutto può cambiare.
Francesco Coratti - Impulsi ribelli
Ph Kai Ziehl
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