“Ci andavamo per ogni nostro bisogno. Quando avevamo sete, naturalmente, e fame, e quand’eravamo stanchi morti. Ci andavamo se eravamo felici, per festeggiare, e quand’eravamo tristi, per tenere il broncio. Ci andavamo dopo i matrimoni e i funerali, a prendere qualcosa per calmarci i nervi, e appena prima, per farci coraggio. Ci andavamo quando non sapevamo di cos’avevamo bisogno, ne la speranza che qualcuno ce lo dicesse. Ci andavamo in cerca d’amore, o di sesso, o di guai, o di qualcuno che era sparito, perché prima o poi capitava lì. Ci andavamo soprattutto quando avevamo bisogno di essere ritrovati.”
J.R. Moehringer - Il bar delle grandi speranze
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lunedì 14 ottobre 2019
lunedì 5 settembre 2016
Segno dei tempi .....
Il bar sotto casa mia non ha riaperto dopo le ferie estive. Doveva riaprire il 29 agosto, infatti quella mattina il fornitore di cornetti aveva lasciato davanti la saracinesca abbassata le scatole piene di cornetti, ma nessuno le ha ritirate, sono rimaste lì, qualcuno se ne sarà appropriato.
Ph Elliot Erwitt
Ci entravo spesso in quel bar, per comprare il latte durante la settimana, ogni sabato quando tornavo dal mercato, trafelata con le buste piene della spesa, e la domenica dopo la solita camminata di allenamento mattutino a Villa Ada, per un cappuccino o una centrifuga.
Ero sempre accolta con grandi sorrisi e il solito “Ciao France’ il solito latte oggi?”. I miei sapevano che quando entravo lì non ne sarei uscita prima di un quarto d’ora per “colpa” o per “fortuna” delle lunghe chiacchiere con Luigi il barista. Luigi era una delle poche persone che conosco che senza FB si ricordava sempre del mio compleanno, anche perché il suo è il giorno dopo al mio, e mi intratteneva con le sue solite chiacchiere. Appena entravo nel bar si accorgeva immediatamente se qualcosa non andasse e non si risparmiava nel chiedermi se fosse tutto a posto.
Mi mancherà l’indolenza di Simone, la sorridente accoglienza di Max e il continuo andare avanti e indietro della povera Valentina (lo dicevo sempre: voi la fate lavorare troppo questa povera ragazza!), i pranzi preparati al volo dalla signora. Mi auguro che la loro situazione si risolva e spero che non debbano pagare un prezzo troppo alto per questa decisione.
E’ il segno di tempi, negozi e gestioni che aprono e chiudono continuamente. Spesso sono attività di copertura (e quindi se chiudono non mi dispiace affatto), ma altre volte sono attività create sul lavoro e sull’entusiasmo di chi cerca di sopravvivere in questa giungla. Ora mi toccherà cercare un altro bar, ma ad essere sincera posti dove trovi persone gentili ce ne sono davvero pochi, a me non interessa trovare una vasta scelta di cornetti o aperitivi, a me basta un ambiente familiare dove poter fare quattro chiacchiere col sorriso ….
Searching for heart and soul people .....
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