Il tempo è una cosa curiosa. La maggior parte di noi vive con lo sguardo sempre rivolto in avanti. Giorni, settimane, anni. A un certo punto, tuttavia, ci si rende conto di avere raggiunto l’età in cui c’è da guardare più indietro che avanti. E quando non si ha più molto tempo davanti a sé, bisogna trovare altre cose per cui vivere. I ricordi, magari.
Fredrik Backman - L'uomo che metteva in ordine il mondo
La cosa, si disse, sarebbe passata perché nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi, e in un attimo te le trovi dietro le spalle e devi andare avanti. Ti aspettano cose nuove.
Già. Si va avanti. E il tempo, anche lui va avanti; finché dinanzi si scorge una linea d’ombra che ci avvisa che anche la regione della prima giovinezza deve essere lasciata indietro.
Ma sì, ma sì - esclamò - e nel senso che anch'io, come lei, non disponevo di quel gusto istintivo delle cose che caratterizza la gente normale. Lo intuiva benissimo: per me, non meno che per lei, più del presente contava il passato, più del possesso il ricordarsene. Di fronte alla memoria, ogni possesso non può apparire che delusivo, banale, insufficiente... Come mi capiva! La mia ansia che il presente diventasse subito passato perché potessi amarlo e vagheggiarlo a mio agio era anche sua, tale e quale. Era il nostro vizio, questo: d'andare avanti con le teste sempre voltate all'indietro. Non era così?