...terribile è il tempo in cui l’Uomo non voglia soffrire e morire per un’idea, perché quest’unica qualità è fondamento dell’Uomo, e quest’unica qualità è l’Uomo in sé, peculiare nell’universo.
Si arriva alla fine della vita, no, non della vita in sé, ma di qualcos'altro: alla fine di ogni probabilità che qualcosa in quella vita cambi. Ci viene concesso un lungo momento di pausa, quanto basta a rivolgerci la domanda: che altro ho sbagliato?
Per i terremoti non ci sono cure, non dipendono dal riscaldamento climatico, non sono i nostri comportamenti che portano la terra a tremare. E la stessa cosa accade nel profondo di noi stessi, non possiamo entrare e uscire a piacimento della nostra inquietudine, possiamo solo provare qualche esercizio di consolazione. Il punto è imparare a tremare, sapere che venire al mondo significa stare sulla bocca del cratere. Ogni giorno può entrare nella nostra pelle una spina e noi a nostra volta possiamo entrare nella spina, farci piccolissimi, volare via come una foglia.
Franco Arminio – Lettera a chi non c’era - Parole dalle terre mosse
Spesso accade che un uomo, preso di petto in modo insolito e del tutto irragionevole, cominci a sentir vacillare le sue più salde convinzioni. Inizia, per così dire, ad accettare vagamente l'ipotesi - per quanto strana possa sembrare - che la giustizia e la ragione siano tutte dalla parte dell'altro.
Poi invecchia il tuo corpo; non tutto in una volta, certo, invecchiano per primi gli occhi oppure le gambe, lo stomaco, il cuore. Si invecchia così, un pezzo dopo l'altro. Poi a un tratto invecchia la tua anima: anche se il corpo è effimero e mortale, l'anima è ancora mossa da desideri e ricordi, cerca ancora la gioia. E quando scompare anche questo anelito di gioia, restano solo i ricordi e la vanità di tutte le cose.
"[...] non amiamo tanto ciò che è bello, buono e virtuoso, ma piuttosto tutto ciò che è represso, imperfetto, irrequieto, e che protesta digrignando i denti - tutto ciò che non è virtù e accondiscendenza, ma è invece imperfezione e ribellione"
La vita è strana, a volte, o meglio, la vita è quasi sempre strana. Per moltissimo tempo ti sembra di non invecchiare affatto e poi un bel giorno, davanti allo specchio, ti accorgi che gli anni ti sono piombati addosso tutti insieme.
“La paura fa germogliare i semi del sospetto; il sospetto apre la strada alla rabbia e la rabbia, lo sanno tutti da qualunque era e generazione, è il primo stadio della follia”
“Prima di tutto" disse "voglio insegnarti un semplice trucco, Scout, e se lo imparerai andrai molto più d'accordo con tutti: se vuoi capire una persona, devi cercare di considerare le cose dal suo punto di vista...” "Come hai detto?..." “Se vuoi capire una persona, devi provare a metterti nei suoi panni e riflettere un poco.”
Dobbiamo dunque giudicare prima noi che colui che parla, chiedendoci se anche a noi possa accadere di incappare inconsapevolmente in qualche simile errore. È facilissimo, infatti, biasimare gli altri, ma è cosa sterile e vuota se quella critica non la volgiamo anche verso noi stessi e se non c'induce a correggere o ad evitare analoghe scorrettezze. Quando sentiamo uno che sbaglia chiediamoci - ripetendo il celebre detto di Platone - se anche noi siamo simili a lui. Come negli occhi di chi ci sta davanti vediamo riflessi i nostri, così nei discorsi degli altri dobbiamo scorgere i nostri stessi discorsi.