José Saramago – Il vangelo secondo Gesù Cristo
Pagine
- Home page
- I miei video-lavori ...
- Lavorare con la mia voce
- Storie di una vita ...
- Le mie parole ....
- Cinema amore mio
- La musica nel cassetto (instrumental)
- La musica nel cassetto (musica e parole) - Italia
- La musica nel cassetto (musica e parole) - All around the world
- La musica nel cassetto (Brasil e dintorni)
- Una testa pieni di libri - Italia
- Una testa piena di libri - All around the world
- L'ira (La mia penna)
- Da Morire (La mia penna)
- Senza Forma (La mia penna ...)
- La Casa (La mia penna)
- La vita che vorrei (La mia penna)
- Diciott'anni e dintorni (la mia penna ...)
- Defendit numerus (La mia penna)
- Avevi detto basta (la mia penna) ..
- La mancanza (la mia penna ...)
- Serafina (La mia penna)
- Sogni e dintorni (la mia penna...)
- Un incontro da sogno (La mia penna)
- Il sacchetto di stoffa colorata (La mia penna .....)
- Un volto (La mia penna)
Visualizzazione post con etichetta Incontri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Incontri. Mostra tutti i post
domenica 22 febbraio 2026
Incontri
Tanto si è detto delle coincidenze di cui la vita è fatta, intessuta e composta, ma quasi nulla si è raccontato degli incontri che, giorno dopo giorno, si verificano, nonostante che, quasi sempre, siano proprio questi eventi a indirizzarla e determinarla, benché [...] si possa ribattere che un incontro, a stretto rigor di termini, è una coincidenza, il che non significa, è chiaro, che tutte le coincidenze debbano essere incontri.
José Saramago – Il vangelo secondo Gesù Cristo
José Saramago – Il vangelo secondo Gesù Cristo
giovedì 31 luglio 2025
Incontri
Gli incontri fra esseri umani, mi è capitato spesso di pensare, sono come l'incrociarsi di treni che sfrecciano insensatamente nel cuore della notte. Lanciano incessanti, fuggevoli occhiate agli altri che nella luce crepuscolare siedono dietro i vetri opachi dei finestrini e scompaiono dal nostro campo visivo non appena abbiamo avuto il tempo di percepirli.
Pascal Mercier - Treno di notte per Lisbona
Pascal Mercier - Treno di notte per Lisbona
martedì 13 maggio 2025
Occorre
La vita è anche un continuo spreco. Quante belle persone si incontrano senza che ce se ne accorga; e quante belle cose non si notano sulla via che uno fa ogni giorno, tornando a casa. Come sempre, occorre l'occasione giusta, un qualche caso; occorre qualcuno che ti fermi e che ti faccia prestare attenzione a questo o a quello.
Tiziano Terzani - Un indovino mi disse
Tiziano Terzani - Un indovino mi disse
martedì 8 aprile 2025
Strada
Mi piace pensare che nell’esistenza di ognuno di noi ci siano incontri casuali, incroci fortunati, storie non previste o anche rotture che
rappresentano un bivio e ci fanno imboccare una strada che ci porterà lontano,
su un percorso che mai avremmo immaginato.
Mario Calabresi - Il tempo del bosco
Mario Calabresi - Il tempo del bosco
lunedì 2 settembre 2024
Fortuna
A volte penso che fare incontri sbagliati sia un male necessario che ti insegna a imparare dagli errori, finché non sei in grado di riconoscere la tua vera anima gemella. Ma ci sono giorni in cui, invece, mi dico che è tutto inutile, che non c’è nulla da imparare e che è la fortuna, e nient’altro, a decidere per noi. L’amore della mia vita magari mi è passato accanto e io non me ne sono nemmeno accorto, ci siamo sfiorati per un istante e abbiamo continuato a camminare, ciascuno per la propria strada, allontanandoci per sempre.
Ferzan Ozpetek - Cuore nascosto
Ferzan Ozpetek - Cuore nascosto
venerdì 20 ottobre 2023
Emozioni
Noi esseri umani viviamo di emozioni e pensieri. Ce li scambiamo quando siamo nello stesso luogo e nello stesso tempo, parlandoci, guardandoci negli occhi, sfiorandoci la pelle. Ci nutriamo di questa rete di incontri e scambi, anzi siamo questa rete di incontri e scambi. Pensieri e emozioni che ci legano gli uni agli altri non hanno difficoltà ad attraversare mari e decenni, talvolta perfino secoli. Legati a esili fogli di carta oppure danzanti fra i microchip di un computer. Siamo parte di una rete che va molto al di là dei pochi giorni della nostra vita, dei pochi metri quadrati dove muoviamo i nostri passi.
Carlo Rovelli - L'ordine del tempo
Carlo Rovelli - L'ordine del tempo
mercoledì 8 dicembre 2021
Libertà
Che strana cosa è il tempo. O forse, che strana cosa sono io. Noi. Viviamo dentro vite inscatolate, quando fuori, in mano alla libertà, ci è concesso questo. Fare di ogni giorno una festa di incontri, di luoghi mai visti, di sconosciuti con cui ti metti a tavola come lo facessi da sempre.
Daniele Mencarelli - Sempre tornare
Daniele Mencarelli - Sempre tornare
sabato 13 novembre 2021
Ocassioni perse
Ci sono libri, e anche incontri, che sono come occasioni perse. Passiamo accanto a storie e a persone che avrebbero potuto cambiarci la vita senza vederle a causa di un malinteso, di una copertina, di un riassunto sbagliato, di un atteggiamento prevenuto. Per fortuna certe volte la vita insiste.
Valerie Perrin – Tre
Valerie Perrin – Tre
giovedì 22 agosto 2019
Incontri
“Capitano a volte incontri con persone a noi assolutamente estranee, per le quali proviamo interesse fin dal primo sguardo, all’improvviso, in maniera inaspettata, prima che una sola parola venga pronunciata.”
Fëdor Michajlovič Dostoevskij - Delitto e Castigo
Fëdor Michajlovič Dostoevskij - Delitto e Castigo
venerdì 12 luglio 2019
I gesti
Ciascuno di noi è quel che è anche, e soprattutto, in ragione delle persone che ha incontrato. Il filo cucito nella quotidianità, i desideri evocati, i gesti scambiati, il riflesso dei propri sogni. I cambiamenti resi possibili, il supporto, il tradimento e le paure. Siamo sempre composti della stoffa delle relazioni che abbiamo intessuto. Ognuno di noi diventa la persona che è grazie a chi ha incontrato, a chi ha solo sfiorato o cercato nonostante tutto. Grazie ai gesti che hanno segnato quelle storie.
Federico Pace - Scintille
Federico Pace - Scintille
giovedì 7 luglio 2016
Gli incontri
La vita è fatta di incontri. Alcuni ci sfiorano appena, lasciando un labile e sbiadito ricordo nei nostri pensieri. Altri, diventano così pregnanti da marchiare a fuoco la nostra stessa anima. Non sempre ci rendiamo pienamente conto che, tutto quello che ci accade, è perché siamo stati noi a sceglierlo.
(Giovanni Pagano - Laggiù non si muore)
(Giovanni Pagano - Laggiù non si muore)
Ph Larry Fink
giovedì 28 aprile 2016
Incontri ....
Nelle nostre vite esistono persone che ci rendono felici per la semplice casualità di averle incrociate nel nostro cammino.
Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla. Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano mai per caso.
(tratto da L'albero dell'amicizia - Jorge Luis Borges)
venerdì 2 ottobre 2015
Gli incontri nel proprio cammino e l' Aura ....
Ho già avuto modo di scrivere su questo blog che spesso si incontrano persone nel corso delle propria vita, che in un modo o in un altro avranno un'influenza particolare sul proprio essere.
Aprile 1985, ero sul traghetto che portava da brindisi in Grecia insieme al mio gruppo scolastico. Apparentemente ero uguale a tutte, non (credo) appariscente, con finte Timberland, finti Levy’s, e un finto Kway (chi seguiva la moda di quegli anni può capire), ma avevo un groviglio nella testa difficile da districare, non mi fermavo mai con i pensieri (come sempre è stato nella mia vita). Durante le passeggiate sul ponte incontrai un uomo stravagante, sulla quarantina forse, pelle olivastra (per il sole), capelli lunghi raccolti, vestito in modo alternativo (camicia larga, pantaloni larghi di stoffa). Le sue mani erano tipiche di un artigiano, di chi lavora piccoli oggetti. Era una di quelle persone che faceva spola con l’India e il Medio-oriente alla ricerca di pietre per i suoi gioielli (almeno in parte e ufficialmente). Ci ritrovammo a parlare, due persone apparentemente distanti, ma in realtà non era così. Mi raccontava dei suoi viaggi in India, pieni di incontri mistici. Mi incantò con i suoi racconti, nonostante la mia “atavica” diffidenza nei confronti delle persone non conosciute, infatti parlai ben poco.
Una delle ultime cose che mi disse guardandomi negli occhi e prendendo la mia mano fu: Francesca, tu sei diversa, hai una testa complicata ma possiedi un’aura particolare, hai mille cose dentro di te. Ti auguro che potrai farne tesoro. Tieni questo orecchino, la pietra con cui è fatto ha una significato ben preciso, e portalo con te, come ricordo di quello strano uomo incontrato su un traghetto, per caso, nei suoi tanti viaggi.
Chissà che fine avrà fatto quell’uomo, di cui non ricordo neanche il nome, ma ricordo perfettamente il suo sguardo mentre mi diceva quelle ultime parole prima di lasciare la nave, parole che complicarono ulteriormente la mia anima già abbastanza “tempestosa”.
L’orecchino, nonostante i tanti traslochi è stato sempre con me, per ora è solo lontano dalla mia vista perché sepolto nei meandri della stanza di mia figlia, che naturalmente, per la sua particolarità, se ne è appropriata…..
Aprile 1985, ero sul traghetto che portava da brindisi in Grecia insieme al mio gruppo scolastico. Apparentemente ero uguale a tutte, non (credo) appariscente, con finte Timberland, finti Levy’s, e un finto Kway (chi seguiva la moda di quegli anni può capire), ma avevo un groviglio nella testa difficile da districare, non mi fermavo mai con i pensieri (come sempre è stato nella mia vita). Durante le passeggiate sul ponte incontrai un uomo stravagante, sulla quarantina forse, pelle olivastra (per il sole), capelli lunghi raccolti, vestito in modo alternativo (camicia larga, pantaloni larghi di stoffa). Le sue mani erano tipiche di un artigiano, di chi lavora piccoli oggetti. Era una di quelle persone che faceva spola con l’India e il Medio-oriente alla ricerca di pietre per i suoi gioielli (almeno in parte e ufficialmente). Ci ritrovammo a parlare, due persone apparentemente distanti, ma in realtà non era così. Mi raccontava dei suoi viaggi in India, pieni di incontri mistici. Mi incantò con i suoi racconti, nonostante la mia “atavica” diffidenza nei confronti delle persone non conosciute, infatti parlai ben poco.
Una delle ultime cose che mi disse guardandomi negli occhi e prendendo la mia mano fu: Francesca, tu sei diversa, hai una testa complicata ma possiedi un’aura particolare, hai mille cose dentro di te. Ti auguro che potrai farne tesoro. Tieni questo orecchino, la pietra con cui è fatto ha una significato ben preciso, e portalo con te, come ricordo di quello strano uomo incontrato su un traghetto, per caso, nei suoi tanti viaggi.
Chissà che fine avrà fatto quell’uomo, di cui non ricordo neanche il nome, ma ricordo perfettamente il suo sguardo mentre mi diceva quelle ultime parole prima di lasciare la nave, parole che complicarono ulteriormente la mia anima già abbastanza “tempestosa”.
L’orecchino, nonostante i tanti traslochi è stato sempre con me, per ora è solo lontano dalla mia vista perché sepolto nei meandri della stanza di mia figlia, che naturalmente, per la sua particolarità, se ne è appropriata…..
Iscriviti a:
Post (Atom)











