Anche la nostra memoria procede così [...] manipola i ricordi, li organizza, li compone, li ricompone, ed è in tal modo, in due attimi successivi, la vera e propria memoria è la memoria in cui si è trasformata.
L'oggetto del nostro amore esiste soltanto per frammenti, una decina se la storia è appena cominciata, un migliaio se lo abbiamo sposato, e con questi frammenti il nostro cuore fabbrica una persona intera. Ciò che creiamo, supplendo alle lacune con l'immaginazione, è l'uomo che vorremmo. E meno lo conosciamo, più lo amiamo, ovviamente. Ecco perché ricordiamo sempre con tanta felicità la prima sera insieme, quando lui era un estraneo.
“Parlammo un po' di quando aveva conosciuto Fernando e s'erano innamorati, disse una cosa che mi colpì molto. Disse: "Vuoi bene per tutta la vita a persone che non sai mai veramente chi sono".”
Elena Ferrante - Storia del nuovo cognome (L'amica geniale, volume secondo)
Sorrideremo dei nostri vizi. Quali? Quelli di darci per scontati, come se dovessimo esserci sempre come il suono delle campane, come se dovessimo morire insieme ed essere nati insieme, sempre: vizio venuto perché un piccolo spago di giorni si sgomitolava e ci faceva ritrovare.
Povera abitudine: raro che uno si accorgesse che l’altro era cambiato dalla sera prima. Raro che ci si accorgesse che il suo umore metteva una pausa diversa tra il giorno già pronto e il buongiorno scambiato, che un sogno aveva sforzato gli zigomi, che un’ombra mai avuta cadeva dalla lampada sulla guancia. Sorrideremo del vizio che ci fa vedere uguali e capiremo i fitti nostri mutamenti e stupiremo che siano stati così numerosi.