mercoledì 7 febbraio 2018

Ascolta, dunque

Ma, tra le parole, ascolta,
i grevi silenzi dicono forse
ciò che sempre hai sperato di sentire.
Ascolta, dunque.

Willem van Toorn - tratto da Due uomini in un paesaggio


Ph Robert Doisneau

martedì 6 febbraio 2018

.... ridi delle stesse cose e non sei più solo

Mi aveva fatto così ridere. Ecco: se pensando a lui dovessi dire a cosa serve l’umorismo, direi che serve a bruciare la distanza tra due esseri umani in un corto circuito di sintonia che ha un immediato effetto di intimità; ridi delle stesse cose e non sei più solo. All’improvviso è come trovarsi in un luogo molto speciale, un pianeta per due. E se continui a ridere insieme – come è accaduto a noi quando il nostro rapporto è diventato più intenso, anche se guardingo, da entrambe le parti -, puoi avere la sensazione che abitare quel pianeta anche solo per una frazione di tempo è qualcosa che assomiglia molto alla felicità... a maggior ragione perché è un’esperienza così fugace.

Livia Manera Sambuy - Non scrivere di me 


Ph Robert Doisneau

lunedì 5 febbraio 2018

Questo amore

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante d paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso
negato dimenticato.
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
È tuo
È mio
È stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora...


Jacques Prévert - Poesie



Ph Bruce Weber

domenica 4 febbraio 2018

.... qualche grano di sabbia, una conchiglia,

“Tutto ho raccolto di te, briciole, frammenti, polvere, tracce, supposizioni, accenti restati in voci altrui, qualche grano di sabbia, una conchiglia, il tuo passato immaginato da me, il nostro supposto futuro, ciò che avrei voluto da te, ciò che mi avevi promesso, i miei sogni infantili…”

Antonio Tabucchi - Tristano muore


Ph me 

sabato 3 febbraio 2018

Gli scrittori ricordano tutto ..

Gli scrittori ricordano tutto, Paul. Specialmente quello che fa male. Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola. E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie. Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l’unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice.
L’arte consiste nella perseveranza del ricordo.
Chi l’aveva detto? Thomas Szasz? William Faulkner? Cyndi Lauper?

Stephen King - Misery

Ph Bruce Davidson 
Arthur Miller 

venerdì 2 febbraio 2018

Ma è troppo tardi

«Forse se fossero rimasti insieme ancora per qualche tempo, avrebbero cominciato a capire a poco a poco le parole che dicevano. I loro vocabolari si sarebbero pudicamente e lentamente avvicinati l'uno all'altro come amanti molto timidi, e la musica dell'uno avrebbe cominciato a intrecciarsi con la musica dell'altro. Ma è troppo tardi».

Milan Kundera - L'insostenibile leggerezza dell'essere



Daniel Day-Lewis e Juliette Binoche 

giovedì 1 febbraio 2018

..vivere, non esistere

“Preferirei essere cenere che polvere!
Preferirei che la mia fiamma bruciasse in una vampa brillante piuttosto che venire ricoperto dalla muffa.
Preferirei essere un magnifico meteorite, con atomi che bruciano e si infiammano, piuttosto che un pianeta immobile e assopito.
La natura dell'uomo è vivere, non esistere.
Non ho intenzione di sprecare i miei giorni nel tentativo di prolungarli, voglio viverli.”
Attribuito a Jack London

Ph Lee Jeffries