Ma, tra le parole, ascolta, i grevi silenzi dicono forse ciò che sempre hai sperato di sentire. Ascolta, dunque. Willem van Toorn - tratto da Due uomini in un paesaggio
Mi aveva fatto così ridere. Ecco: se pensando a lui dovessi dire a cosa serve l’umorismo, direi che serve a bruciare la distanza tra due esseri umani in un corto circuito di sintonia che ha un immediato effetto di intimità; ridi delle stesse cose e non sei più solo. All’improvviso è come trovarsi in un luogo molto speciale, un pianeta per due. E se continui a ridere insieme – come è accaduto a noi quando il nostro rapporto è diventato più intenso, anche se guardingo, da entrambe le parti -, puoi avere la sensazione che abitare quel pianeta anche solo per una frazione di tempo è qualcosa che assomiglia molto alla felicità... a maggior ragione perché è un’esperienza così fugace.
Questo amore Così violento Così fragile Così tenero Così disperato Questo amore Bello come il giorno E cattivo come il tempo Quando il tempo è cattivo Questo amore così vero Questo amore così bello Così felice Così gaio E così beffardo Tremante d paura come un bambino al buio E così sicuro di sé Come un uomo tranquillo nel cuore della notte Questo amore che impauriva gli altri Che li faceva parlare Che li faceva impallidire Questo amore spiato Perché noi lo spiavamo Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato. Questo amore tutto intero Ancora così vivo E tutto soleggiato È tuo È mio È stato quel che è stato Questa cosa sempre nuova E che non è mai cambiata Vera come una pianta Tremante come un uccello Calda e viva come l'estate Noi possiamo tutti e due Andare e ritornare Noi possiamo dimenticare E quindi riaddormentarci Risvegliarci soffrire invecchiare Addormentarci ancora...
“Tutto ho raccolto di te, briciole, frammenti, polvere, tracce, supposizioni, accenti restati in voci altrui, qualche grano di sabbia, una conchiglia, il tuo passato immaginato da me, il nostro supposto futuro, ciò che avrei voluto da te, ciò che mi avevi promesso, i miei sogni infantili…”
Gli scrittori ricordano tutto, Paul. Specialmente quello che fa male. Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola. E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie. Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l’unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice. L’arte consiste nella perseveranza del ricordo. Chi l’aveva detto? Thomas Szasz? William Faulkner? Cyndi Lauper?
«Forse se fossero rimasti insieme ancora per qualche tempo, avrebbero cominciato a capire a poco a poco le parole che dicevano. I loro vocabolari si sarebbero pudicamente e lentamente avvicinati l'uno all'altro come amanti molto timidi, e la musica dell'uno avrebbe cominciato a intrecciarsi con la musica dell'altro. Ma è troppo tardi».
Milan Kundera - L'insostenibile leggerezza dell'essere
“Preferirei essere cenere che polvere! Preferirei che la mia fiamma bruciasse in una vampa brillante piuttosto che venire ricoperto dalla muffa. Preferirei essere un magnifico meteorite, con atomi che bruciano e si infiammano, piuttosto che un pianeta immobile e assopito. La natura dell'uomo è vivere, non esistere. Non ho intenzione di sprecare i miei giorni nel tentativo di prolungarli, voglio viverli.” Attribuito a Jack London