Passiamo tutta la vita a sognare desideri incompiuti, a ricordare cicatrici, a costruire artificiosamente e falsamente quello che siamo stati; sempre ci stiamo frenando, contenendo, sempre stiamo ingannando e ingannandoci; ogni volta siamo meno sinceri, più ipocriti; ogni volta abbiamo più vergogna della nostra verità...
L’unica cosa sicura è che sei la migliore di tutte le tue immagini, di tutte le immagini che ho io di te. Ho voluto attendere questo instante da solo, senza pressioni esterne e senza testimoni, per dirmi, a tutte lettere, che sono innamorato? A quarantaquattro anni? Forse solo semiinnamorato. Perché lei dice che no, non mi ama. E per essere totalmente, completamente, assolutamente innamorato, bisogna aver piena coscienza che si è amati, che si ispira anche amore. Per cui semiinamorato.
Beata lei. Tutti i suoi problemi li risolve il meccanico. Ma quando a me si guasta un sentimento, un pistone diciamo, o lo scappamento è rotto, o la nostalgia, il sistema d’accensione diciamo, ha la scintilla ritardata, non c’è meccanico che possa aggiustarmi.
Tutti abbiamo bisogno talora di un complice, qualcuno che ci aiuti a usare il cuore. Che ci aspetti orgoglioso nelle vecchie stanze, che denudi il passato e disarmi il dolore.
Prodigioso/unico/padrone del suo silenzio. Qualcuno rimasto nel quartiere dove nascemmo o che perlomeno si accolli i nostri rimpianti finché la coscienza non apponga il suo perdono.
Complice dell'immaginario ci difende dal mondo, dalla sciabolata del raggio e dalle fiamme del sole. Tutti abbiamo bisogno talora di un complice, qualcuno che ci aiuti a usare il cuore.