Passano i giorni, dunque le settimane, e quindi i mesi. Passano i momenti di gioia, passano quelli di dolore, tutto passa, e qualche volta resta la sensazione di dubbio che le cose siano successe realmente o che, al contrario, le abbiamo solo sognate.
Non sono sempre stata così. C'è sempre qualcosa che, a un certo punto della nostra vita, ci trasforma in qualcuno che non credevamo di essere o, piuttosto, ci svela esattamente cosa siamo. La prospettiva sembra diversa, eppure non lo è.
Tutto cambia e bisogna adattarsi per non morire. È anche in questo che, per definizione, si concretizza l'intelligenza: nello spirito di adattamento, oltre che nella capacità di trovare soluzioni.
“Non è vero che i bei ricordi consolano, anzi. Non sono un caldo rifugio durante le avversità, balle. I bei ricordi tormentano, perché non torneranno.”
“Si è propensi a pensare che le emozioni siano nemiche della razionalità, ma la verità è che esse guidano la nostra percezione del mondo e i nostri ricordi del passato. E non devi essere ostile verso la tristezza perché la tristezza sa aprirci squarci che ci permettono di guardarci dentro da una prospettiva nuova. Ci rende consapevoli.”
Vorrei dirgli che rimuginare è inutile. Non sappiamo come, né perché, ma a un certo punto della nostra vita perdiamo delle opportunità. Ed è una perdita irreversibile, non c’è niente da fare.
Se ognuno di noi vivesse davvero ogni giorno come se fosse l’ultimo, quante cose si svolgerebbero diversamente? Se questo fosse il mio ultimo giorno, se i Maya avessero ragione e l’apocalisse fosse vicina, io richiamerei Arthur. Senza dubbio. Viceversa, se fossi certa di un domani, non sono sicura che sarebbe assennato alcun tipo di gesto che porti a una ricaduta. La nostalgia costa carissima e va adoperata solo quando proprio non se ne può fare a meno. Okay, non ne posso fare a meno.