Italo Calvino - Gli amori difficili (La nuvola di smog)
Pagine
- Home page
- I miei video-lavori ...
- Lavorare con la mia voce
- Storie di una vita ...
- Le mie parole ....
- Cinema amore mio
- La musica nel cassetto (instrumental)
- La musica nel cassetto (musica e parole) - Italia
- La musica nel cassetto (musica e parole) - All around the world
- La musica nel cassetto (Brasil e dintorni)
- Una testa pieni di libri - Italia
- Una testa piena di libri - All around the world
- L'ira (La mia penna)
- Da Morire (La mia penna)
- Senza Forma (La mia penna ...)
- La Casa (La mia penna)
- La vita che vorrei (La mia penna)
- Diciott'anni e dintorni (la mia penna ...)
- Defendit numerus (La mia penna)
- Avevi detto basta (la mia penna) ..
- La mancanza (la mia penna ...)
- Serafina (La mia penna)
- Sogni e dintorni (la mia penna...)
- Un incontro da sogno (La mia penna)
- Il sacchetto di stoffa colorata (La mia penna .....)
- Un volto (La mia penna)
giovedì 6 luglio 2023
Significato
... uno vede tante cose e non ci bada; magari queste cose che vede hanno un effetto su di lui ma lui non se ne accorge; poi comincia una volta a collegare una cosa con l'altra e allora improvvisamente tutto acquista significato.
Italo Calvino - Gli amori difficili (La nuvola di smog)
Italo Calvino - Gli amori difficili (La nuvola di smog)
Musica e parole
C'era una donna,
l'unica che ho avuto,
aveva i seni piccoli e il cuore muto,
né in cielo, né in terra, una casa possedeva,
sotto un albero verde dolcemente viveva,
sotto un albero verde dolcemente viveva.
Legato ai suoi fianchi con un filo d'argento,
un vecchio aquilone la portava nel vento
e lei lo seguiva senza fare domande
perché il vento era amico e il cielo era grande,
perché il vento era amico ed il cielo era grande.
Io le dissi ridendo "Ma Signora Aquilone
non le sembra un po’ idiota questa sua occupazione?".
Lei mi prese la mano e mi disse "Chissà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà".
E così me ne andai che ero un poco più saggio
con tre soldi di dubbio e due di coraggio
e incontrai un ubriacone travestito da santo
che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto,
che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto.
E mi feci vicino e gli chiesi perdono
ma volevo sapere se il suo pianto era buono.
Lui mi disse "Fratello, è antico come Dio,
ma è più dolce del vino perché l'ho fatto io,
ma è più dolce del vino perché l'ho fatto io".
E prima che le stelle diventassero lacrime
e prima che le lacrime diventassero stelle
ho scritto canzoni per tutti i dolori
e forse questa qui non è delle migliori, e forse
questa qui non è delle migliori.
Francesco De Gregori - Signora aquilone (Theorius Campus 1972)
l'unica che ho avuto,
aveva i seni piccoli e il cuore muto,
né in cielo, né in terra, una casa possedeva,
sotto un albero verde dolcemente viveva,
sotto un albero verde dolcemente viveva.
Legato ai suoi fianchi con un filo d'argento,
un vecchio aquilone la portava nel vento
e lei lo seguiva senza fare domande
perché il vento era amico e il cielo era grande,
perché il vento era amico ed il cielo era grande.
Io le dissi ridendo "Ma Signora Aquilone
non le sembra un po’ idiota questa sua occupazione?".
Lei mi prese la mano e mi disse "Chissà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà".
E così me ne andai che ero un poco più saggio
con tre soldi di dubbio e due di coraggio
e incontrai un ubriacone travestito da santo
che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto,
che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto.
E mi feci vicino e gli chiesi perdono
ma volevo sapere se il suo pianto era buono.
Lui mi disse "Fratello, è antico come Dio,
ma è più dolce del vino perché l'ho fatto io,
ma è più dolce del vino perché l'ho fatto io".
E prima che le stelle diventassero lacrime
e prima che le lacrime diventassero stelle
ho scritto canzoni per tutti i dolori
e forse questa qui non è delle migliori, e forse
questa qui non è delle migliori.
Francesco De Gregori - Signora aquilone (Theorius Campus 1972)
mercoledì 5 luglio 2023
La solita storia
Sempre la solita storia: quando ce l'hai con te stesso poi va sempre a finire che te la prendi con qualcun altro.
Daniel Pennac - La fata carabina
Daniel Pennac - La fata carabina
martedì 4 luglio 2023
Filo
Tu sei un filo, io sono un filo, insieme formiamo un piccolo ornamento, e insieme a molti altri fili formiamo un motivo. I fili sono tutti diversi, diversamente grossi o sottili, tinti con diversi colori. Se li prendi singolarmente i motivi sono difficili da distinguere, ma se li osservi legati l’uno all’altro rivelano storie fantastiche.
Nino Haratischwili - L’ottava vita (per Brilka)
Nino Haratischwili - L’ottava vita (per Brilka)
lunedì 3 luglio 2023
Magia
... e questa era la magia che sognava per sé: che le sue azioni non avessero conseguenze, che potesse cambiare vita ogni sera, sbagliare, ricominciare daccapo, perdonarsi, morire, tornare bambino.
Melania G. Mazzucco - Il bacio della Medusa
Melania G. Mazzucco - Il bacio della Medusa
domenica 2 luglio 2023
Memoria
La realtà passata è sempre meno peggio di quello che fu effettivamente: la memoria è una formidabile falsaria. Si fanno delle contaminazioni, anche non volendo.
Antonio Tabucchi - Notturno indiano
Antonio Tabucchi - Notturno indiano
sabato 1 luglio 2023
Curiosità
Colui che trasforma in sapere le cose che gli piombano sulla testa non ha paura di nulla. Siate curiosi fino in fondo. Solo la curiosità ha la meglio sulla paura.
Daniel Pennac - Capolinea Malaussène
Daniel Pennac - Capolinea Malaussène
Iscriviti a:
Post (Atom)





